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La città di Matera
Settembre 8, 2022Matera, la città dei sassi, patrimonio dell’Unesco dal 1993, possiede due santi patroni, Maria Santissima della Bruna e Sant’Eustachio. In questo articolo la nostra attenzione si soffermerà sul culto di Sant’Eustachio.
Chi era Sant’Eustachio

La leggenda narra che Placido, questo era il nome di sant’Eustachio prima di convertirsi al cristianesimo, fosse pagano e che addirittura perseguitasse i Cristiani, ma tuttavia compisse anche molte opere caritatevoli.
Viveva a Roma ed era un generale al servizio dell’imperatore Traiano.
Un giorno Placido, mentre andava a caccia, inseguendo un cervo, vide tra le sue corna un bagliore raffigurante una croce e udì una voce “Placido, perché mi perseguiti? Io sono quel Cristo che tu non conosci, ma che onori con le tue opere. Adesso ti indicherò la via della verità per la salvezza tua e dei tuoi cari. Recati, dunque, dal vescovo Giovanni che ti purificherà dal lavacro del peccato originale e da ogni altra contaminazione.”
Dopo aver sentito queste parole Placido si recò dal vescovo con moglie e figli, si fecero battezzare e abbracciarono la fede cristiana. Da quel momento, Placido prese il nome di Eustachio.
Successivamente la famiglia si recò sul luogo del miracolo e rivide il cervo con la croce in mezzo alle corna e sentì la stessa voce che stavolta pronunciava, per loro, una serie di sventure che in seguito si sarebbero avverate.
Perse il titolo patrizio, la casa, il bestiame e poi venne separato da moglie e figli. Placido, tornò a dirigere l’esercito e il caso volle che riuscisse a ritrovare la sua famiglia in una casa vicino al suo accampamento, prima che Publio Elio Adriano successore di Traiano, in seguito ad un rifiuto di Placido di recarsi al tempio del Dio Apollo, ne ordinasse il martirio.
Placido con la famiglia fu condotto al circo per essere dato in pasto ai leoni, ma nessuna di quelle bestie si avvicinò.
Allora fu ordinato di condurli da un toro arroventato, dove si compì il loro martirio per tre giorni, nonostante tutto le salme vennero trovate senza ustioni.
Il culto di Sant’Eustachio andò perduto finché Costantino non autorizzò i Cristiani a praticare la religione e fece edificare a Roma la chiesa di Sant’Eustachio, dove ancora oggi si trovano i resti suoi e della sua famiglia. Sant’Eustachio divenne il protettore dei cacciatori e dei guardia caccia.
Il culto di Sant’Eustachio

Il culto di Sant’Eustachio a Matera è un culto antichissimo che risale al 994, quando il santo liberò Matera dall’assedio dei Saraceni.
Come accennato in precedenza, il culto di Sant’Eustachio nasce a Roma sotto Costantino, che fece edificare la chiesa in suo nome, dove ancora oggi si trovano le sue reliquie.
(Sembra curioso, ma oggi a Roma è possibile bere un pregiatissimo caffè che porta il nome del santo, fatto con l’acqua di un’antica fonte romana.)
Successivamente tra il VIII e IX sec. d.C. venne costruito dai monaci, in onore di Sant’Eustachio, un monastero benedettino, nella parte alta di Matera.
Nel 1060 la chiesetta venne ampliata per permettere ai molti devoti di recarsi sul luogo di culto con più facilità.
Oggi, a causa dei crolli, parte del cenobio non esiste più, però nella cripta è ancora possibile ammirare degli affreschi molto interessanti, tra i quali la conversione del santo protettore di Matera.
Perché Sant’Eustachio è patrono di Matera

La leggenda narra che Sant’Eustachio e la sua famiglia in veste di cavalieri, con il loro intervento miracoloso, salvarono Matera dall’assedio dei Saraceni. Il Santo liberò la città dall’assedio il 20 Maggio del 994 e come ringraziamento, venne proclamato patrono della città. Da quel giorno, ogni 20 Maggio si ricorda la memoria del miracolo come vuole la tradizione materana ma siccome, in quel periodo, molti dei devoti sono impegnati nei campi, i festeggiamenti vengono spostati al 20 di Settembre, giorno in cui si celebra anche la Madonna della Bruna.
Quando si celebra la festa di Sant’Eustachio

La ricorrenza del santo si celebra il 20 Settembre di ogni anno.
La messa solenne viene celebrata dall’arcivescovo in Cattedrale in presenza dell’autorità, viene accesa dal sindaco una lampada votiva per i caduti nelle guerre ed invocata la pace nel mondo.
Dopo si benedicono le sementi per augurare un buon raccolto nel prossimo anno; il nome Eustachio significa, infatti, colui che produce buone spighe o un buon raccolto, quindi buoni frutti.
In seguito alla messa comincia la processione per le vie del paese.
La festa è meno ricca e pomposa di quella della Madonna della Bruna, ma ha sempre il suo fascino e per i devoti rappresenta un evento importante.
I festeggiamenti si concludono il 21 di Settembre con la processione della sacra effigie del Santo, una statua in legno del 1799, che viene portata per le vie del paese accompagnata dalla banda.
A conclusione dei festeggiamenti, viene organizzato uno spettacolo pirotecnico solitamente nel parco del Castello Tramontano.
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